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L'estetica non può e non deve essere fine a se stessa.

Se una oggettiva gradevolezza estetica che non danneggi il messaggio non è tutto quello che si cerca, la forma - meccaniche dell'interfaccia incluse - deve essere plasmata sul contenuto, non a prescindere da esso.

Lavorando in ambito comunicativo presto emergono le differenze tra l'utopia del bello assoluto e l'efficacia di segno e colore nel conseguimento di uno scopo. E lo scopo è trasmettere: un'idea, un concetto, una sensazione, un sentimento.

Informale o rigoroso? Subliminale o didascalico? Sorprendente o funzionale? Le esigenze dei clienti sono molteplici e la ricetta universale nel dosare questi elementi è un Graal per il creativo. Nel bilanciarli tentiamo di essere stupefacenti senza scordarci il pragmatismo e non smettiamo mai di imparare l'umiltà: la strada giusta va trovata attraverso un lavoro di relazionamento sia interno al team che con il cliente, e spesso è fatta di passi indietro affinché si possa riesaminare la "missione" con occhio differente.

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